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16-GOMEISA-1

   
 

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Gomeisa (β CMi / β Canis Minoris / Beta Canis Minoris) è la seconda stella più brillante della costellazione del Cane Minore.

Osservazione [modifica]

Si tratta di una stella situata nell'emisfero celeste boreale, ma molto in prossimità dell'equatore celeste; ciò comporta che possa essere osservata da tutte le regioni abitate della Terra senza alcuna difficoltà e che sia invisibile soltanto nelle aree più interne del continente antartico. Nell'emisfero nord invece appare circumpolare solo molto oltre il circolo polare artico. La sua magnitudine pari a 2,9 fa sì che possa essere senza difficoltà anche dai piccoli centri urbani.

Il periodo migliore per la sua osservazione nel cielo serale ricade nei mesi compresi fra dicembre e maggio; da entrambi gli emisferi il periodo di visibilità rimane indicativamente lo stesso, grazie alla posizione della stella non lontana dall'equatore celeste.

 

   
 

 

   
     
 

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17-ADAR-1

   
 

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Adhara (ε CMa / ε Canis Majoris / Epsilon Canis Majoris) è la seconda stella per luminosità nella costellazione del Cane Maggiore. Il suo nome ha origine dall'arabo عذارى ‘aðāra’ e significa "le vergini".

La Nomenclatura di Bayer gli assegna la lettera ε (epsilon), eppure questa stella è, per luminosità, seconda solo a Sirio, potendo vantare una magnitudine apparente di 1,5.

Caratteristiche fisiche [modifica]

Si tratta di una luminosissima supergigante blu che ha una compagna di magnitudine 7,8 la cui visibilità è ostacolata dalla luminosità della componente principale. Tuttavia, la coppia può essere risolta con uno strumento di 75 mm di diametro.

Inoltre, la stella varia leggermente la sua luminosità tra le magnitudini 1,49 e 1,53. Queste leggerissime oscillazioni di magnitudine sono ancora un mistero per gli astronomi, ma si pensa che Adhara potrebbe avere una terza, debolissima compagna, causa di quelle oscillazioni. A dare grattacapi agli studiosi non è tanto la variazione di luminosità, ma il periodo: cinque settimane, periodo decisamente troppo lungo.[4] Per gli studiosi, quella che si tratti di un sistema multiplo, in mancanza di spiegazioni più valide, resta l'ipotesi più accreditata.

Pare inoltre, che tra non molto Adhara potrebbe esplodere come supernova: registrando la sua attività, si è notato che a volte essa presenta degli sbalzi, tipici di stelle instabili.[5]

 

   
       
     
 

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18-Acrux -1

   
 

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Acrux (α Cru / α Crucis / Alfa Crucis) è un sistema stellare, composto da tre componenti, appartenente alla costellazione della Croce del Sud. Avendo una magnitudine apparente di 0,81[4], essa è la stella più luminosa della costellazione, nonché tredicesima stella più luminosa del cielo notturno. È la stella con magnitudine inferiore a 1,5 con declinazione più meridionale del cielo. Questa sua posizione, che ne penalizza molto l'osservazione dalle regioni dell'emisfero boreale, ha fatto sì che essa non sia stata ancora studiata in modo approfondito. Le tre componenti del sistema sono tutte stelle azzurre di classe B molto luminose. Esso dista dal Sistema solare 320 anni luce circa.

Veduta della Via Lattea australe, su cui spiccano la Croce del Sud e la coppia α Centauri - β Centauri.

Acrux appare ad occhio nudo come una brillante stella azzurra, sulla chiara scia della Via Lattea australe. È la più meridionale delle quattro stelle disposte a croce, che caratterizzano la costellazione della Croce del Sud; a nord-est di essa è osservabile la celebre nebulosa Sacco di Carbone. Dista 4° 15' da Mimosa, con la quale forma la coppia di stelle con magnitudine inferiore a 1,5 più vicina del cielo notturno. Rimarrà tale fino a circa l'anno 2150, quando sarà allora superata dalla coppia α Centauri - β Centauri, che sta riducendo la sua distanza apparente[8]. Con un'altra stella del quartetto, γ Crucis, forma una linea circa 6° che, se prolungata di quattro volte e mezzo verso sud, porta a un punto molto vicino al polo sud celeste. Dato che il polo sud celeste manca di una stella brillante che lo marchi, il prolungamento della linea γ Crucis - α Crucis è uno dei metodi più utilizzati per individuarlo con facilità.

 

   
       
     
 

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19-HEKA-1

   
 

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Heka (λ Ori / λ Orionis / Lambda Orionis), o Meissa, è una stella della costellazione di Orione. La distanza dalla Terra è di circa 1060 anni luce. Il nome deriva dall'arabo al-maisan e al-haq'ah. Meissa è una stella doppia che si può risolvere con un piccolo telescopio, ed appartiene all'ammasso stellare Collinder 69.

Osservazione [modifica]

Si tratta di una stella situata nell'emisfero celeste boreale, ma molto in prossimità dell'equatore celeste; ciò comporta che possa essere osservata da tutte le regioni abitate della Terra senza alcuna difficoltà e che sia invisibile soltanto nelle aree più interne del continente antartico. Nell'emisfero nord invece appare circumpolare solo molto oltre il circolo polare artico. Essendo di magnitudine 3,39 la si può osservare anche dai piccoli centri urbani senza difficoltà, sebbene un cielo non eccessivamente inquinato sia maggiormente indicato per la sua individuazione.

Il periodo migliore per la sua osservazione nel cielo serale ricade nei mesi compresi fra fine ottobre e aprile; da entrambi gli emisferi il periodo di visibilità rimane indicativamente lo stesso, grazie alla posizione della stella non lontana dall'equatore celeste.

 

   
       
 

   
 

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20 -Izar -1-p

   
 

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Si tratta di una stella situata nell'emisfero celeste boreale; grazie alla sua posizione non fortemente boreale, può essere osservata dalla gran parte delle regioni della Terra, sebbene gli osservatori dell'emisfero nord siano più avvantaggiati. Nei pressi del circolo polare artico appare circumpolare, mentre resta sempre invisibile solo in prossimità dell'Antartide. La sua magnitudine pari a 2,3 le permette di essere facilmente individuata anche da centri urbani di dimensioni medie.

Il periodo migliore per la sua osservazione nel cielo serale ricade nei mesi compresi fra fine marzo e agosto; nell'emisfero nord è visibile anche verso l'inizio dell'autunno, grazie alla declinazione boreale della stella, mentre nell'emisfero sud può essere osservata limitatamente durante i mesi tardo-autunnali australi.

 

   
       
 

   
 

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21-JABBAH-1-P

   
 

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Jabbah (ν Sco / ν Scorpii / Ni Scorpii) è un sistema stellare multiplo, formato da almeno cinque componenti, appartenente alla costellazione dello Scorpione.

Osservazione [modifica]

Essendo una stella di magnitudine apparente 4,0, cioè essendo relativamente debole, può essere non facile individuare Jabbah, specialmente in condizioni di inquinamento luminoso. Il metodo migliore per individuarla è partire da Antares, al centro della costellazione e poi spostarsi a nord ovest per individuare le tre stelle luminose poste in corrispondenza della parte anteriore dello Scorpione: Pi Scorpii, Dschubba e Graffias, tutte comprese fra la magnitudine 2 e quella 3. Esse formano un arco che si dispone da sud a nord. Individuata la stella più a nord delle tre, cioè Graffias, si può individuare Jabbah spostandosi circa un grado e mezzo a nord est, mentre a sud est di potrà osservare la coppia formata da due stelle non legate fisicamente fra loro di quarta magnitudine: ω1 e ω2 Sco.

Jabbah è una stella dell'emisfero australe. Tuttavia essendo posta solo 19° sotto l'equatore celeste, le possibilità della sua osservazione nell'emisfero boreale sono abbastanza ampie e in ogni caso migliori delle stelle poste più a sud nella costellazione che Scorpione, che sono visibili solo a partire dalle regioni mediterranee. Jabbah è invece visibile fino al 70º parallelo, oltre il circolo polare artico, sebbene in Canada, Europa settentrionale e nella Russia settentrionale essa apparirà molto bassa all'orizzonte sud e sarà visibile per poche ore della notte. D'altra parte questa relativa vicinanza all'equatore celeste comporta che Jabbah sia circumpolare solo nelle regioni antartiche.

I mesi migliori per la sua osservazione sono quelli che corrispondono all'estate boreale, da maggio ad agosto.

 

   
       
     
 

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22-MENKAR -1

   
 

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Menkab (nota anche come Menkar; α Ceti / α Cet / Alfa Ceti) è la seconda stella più luminosa della costellazione della Balena, con una magnitudine apparente di 2,54, superata solo da Deneb Kaitos (β Ceti) e occasionalmente dalla variabile Mira (o Ceti). Il nome deriva dalla parola araba منخر manħar che significa "il buco della narice", alludendo alla sua posizione nel disegno della costellazione del mostro marino.

Osservazione [modifica]

Si tratta di una stella situata nell'emisfero celeste boreale, ma molto in prossimità dell'equatore celeste; ciò comporta che possa essere osservata da tutte le regioni abitate della Terra senza alcuna difficoltà e che sia invisibile soltanto nelle aree più interne del continente antartico. Nell'emisfero nord invece appare circumpolare solo molto oltre il circolo polare artico. Essendo di magnitudine 3,54 la si può osservare anche dai piccoli centri urbani senza difficoltà, anche con cieli moderatamente affetti da inquinamento luminoso.

 
   
 

 

   
       
       
       
       
 

 

   
     
   
     
   
     

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